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giovedì 25 aprile 2024

Il 25 aprile 2024

 Il 25 aprile non si celebra soltanto l'insurrezione dei Partigiani che hanno liberato le città italiane. 

Si celebra la fine della guerra la sconfitta dei tedeschi, la distruzione della tirannia nazifascista. 

Questo si celebra il 25 aprile e si celebra il fatto che, grazie all’insurrezione dei Partigiani, l'Italia che quella guerra l’aveva cominciata dalla parte sbagliata dalla parte vergognosa, dalla parte di quelli che poi hanno fatto le camere a gas e i forni crematori, l’Italia , almeno un pezzo d'Italia, che è riuscita a combattere e anche a morire stando dalla parte giusta. 

Allora quelli che oggi non si vogliono dire antifascisti e non vogliono celebrare il 25 aprile a me mi piacerebbe chiedergli ma dimmelo in faccia. Cioè tu preferivi che gli americani la perdessero la guerra? Che le nazioni unite perdessero la guerra? Che vincesse Hitler? Che vincessero quelli delle camere a gas?

 Perché se è così puoi anche non andare a celebrare il 25 aprile dimmelo in faccia però vorrei vedere chi oserebbe dirmelo in faccia che preferiva che vincessero le SS e non i partigiani.

Alessandro Barbero


25 APRILE 2024
(*) Sarebbe buona norma rispettare le indicazioni. 
GIANFRANCO UBER



“Alla più perfetta delle dittature preferirò sempre la più imperfetta delle democrazie.” 
Messaggio di fine anno agli Italiani, 1979. 
Sandro Pertini




Pugno arcobaleno

Gio
www.caricaturegio.altervista.it


25 Aprile 
E' anche resistenza al femminile
Tiziano Riverso



25 aprile
Beduschi



Il test del 25 aprile: è un po' elaborato ma sto cercando di snellirlo
Natangelo

#antifascismo #fascismo #liberazione #resistenza #25aprile #vignetta #fumetto #memeitaliani #umorismo #satira #humor #natangelo


Buon 25 aprile!
Vanna Vinci



25 aprile
Manuel De Rossi



il post è in costruzione ... ripassa più tardi 😉


 

giovedì 11 aprile 2024

Incidente diga, l'ennesimo episodio di morti bianche!

 

Incidente diga

Gio

www.caricaturegio.altervista.it


L'esplosione avvenuta nella centrale idroelettrica, localizzata a Bargi sull'Appennino bolognese e semi-sommersa nel bacino artificiale di Suviana ha provocato la morte di sei persone e il ferimento di altre cinque. Una persona rimane ancora di spersa.

La Uil aveva denunciato il mancato intervento sulla sicurezza

Per il sindacato Uil l'incidente di Suviana si poteva evitare. "Un anno fa, la nostra organizzazione sindacale denunciò il fatto che non si intervenisse sulla sicurezza, **ci sono documenti presentati sui quali si diceva che la sicurezza non era al massimo"**ha dichiarato martedì il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri all'emittente radiofonica Rtl 102.5. 

"Dopo un anno è arrivata la tragedia. Molti di questi incidenti si possono evitare. E non sono incidenti, quando non ci sono interventi si tratta di omicidi" ha aggiunto Bombardieri, sottolineando come la logica degli appalti e dei subappalti per operazioni cruciali per la sicurezza come la manutenzione "tengono conto solo del profitto e non rispettano la vita umana".

Giovedì sciopero generale contro le morti bianche

Per la giornata di giovedì, i sindacati hanno proclamato uno sciopero generale contro le morti sul lavoro. La mobilitazione di otto ore prevede un corte principale organizzato a Bologna e nel resto del Paese treni, bus e metro si fermeranno per quattro ore. Alla protesta parteciperà anche il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. "Morire sul lavoro non è accettabile in un Paese civile. La politica metta da parte le divisioni e affronti questo dramma quotidiano una volta per tutte", ha scritto il governatore.



#Suviana #lavoro #strage #sicurezza #MortiSulLavoro 

Lavoro vo cercando, ch'è sì caro.

Mauro Biani




Rolli


Quanto si dovrà ancora aspettare per ottenere un maggior controllo sul rispetto delle norme di sicurezza? Così Dario Di Simone, in arte Darix. Dario Di Simone


Cause e circostanze diverse, che però non possono far riflettere sul fatto che, mentre la tecnologia fa passi da gigante e cresce la disponibilità di strumenti di controllo, il costo in vite umane resta inaccettabile, come le ricadute relative su chi resta. 
Così Gianfranco Uber. 



Alla base di tutto, c’è lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo e l’assoluta mancanza di rispetto per la dignità del lavoro. 
Così Manuel De Rossi. 


Natangelo





the working dead
Fabio Magnasciutti



Giannelli



 #infortuniosullavoro #mortesullavoro
Marilena Nardi 




mercoledì 28 febbraio 2024

I manganelli di Pisa e Firenze

23 febbraio 

Pisa: : studenti e studentesse che manifestavano pro Palestina, vengono intrappolati in un vicolo e manganellati e feriti dalla polizia. 

Cariche della polizia contro una manifestazione studentesca pro Palestina anche a Firenze.



people have the tower

Fabio Magnasciutti



Manganello pendente

Gio / Mariagrazia Quaranta





Indovinate
Mario Natangelo
#pisa #firenze #vignetta #fumetto #memeitaliani #umorismo #satira #humor #natangelo


Giratori di frittate.

Lele Corvi

#Manganelli #carica #Pisa #Ragazzi #Governo


SALUTI DA PISA

Classica cartolina ricordo della bella gita di Pisa.

(un po' troppo scontata e ripetitiva se vogliamo ma, come diceva Pasolini, sono ragazzi anche loro) 

#forzedellordine #manifestazione #giovani

Gianfranco Uber

 · 

"Siamo docenti del Liceo artistico Russoli di Pisa e oggi siamo rimasti sconcertati da quanto accaduto in via San Frediano, di fronte alla nostra scuola. Studenti per lo più minorenni sono stati manganellati senza motivo perché il corteo che chiedeva il cessate il fuoco in Palestina, assolutamente pacifico, chissà mai perché, non avrebbe dovuto sfilare in Piazza Cavalieri. Gli agenti in assetto antisommossa avevano chiuso la strada e attendevano i ragazzi con scudi e manganelli, mentre dalla parte opposta le forze dell'ordine chiudevano la via all'altezza di Piazza Dante. In via Tavoleria un'altra squadra con scudi e manganelli. Proprio di fronte all'ingresso del nostro liceo, hanno fatto partire dapprima una carica e poi altre due contro quei giovani con le mani alzate. Non sappiamo se se siano volate parole forti, anche fuori luogo, d'indignazione e sdegno, fatto sta che, senza neanche trattare con gli studenti o provare a dialogare, abbiamo assistito a scene di inaudita violenza. Ci siamo trovati ragazze e ragazzi delle nostre classi tremanti, scioccate, chi con un dito rotto, chi con un dolore alla spalla o alla schiena per manganellate gentilmente ricevute, mentre una quantità incredibile di volanti sfrecciava in Via Tavoleria. Come educatori siamo allibiti di fronte a quanto successo oggi. Riteniamo che qualcuno debba rispondere dello stato di inaudita e ingiustificabile violenza cui sono stati sottoposti cento/duecento studenti scesi in piazza pacificamente: perché si è deciso di chiuderli in un imbuto per poi riempirli di botte? Chi ha deciso questo schieramento di forze, che neanche per iniziative di maggior partecipazione e tensione hanno attraversato la nostra città? Oggi è stata una giornata vergognosa per chi ha gestito l'ordine pubblico in città e qualcuno ne deve rispondere."

#pisa #manganelli #vergogna #polizia #studenti #fascismo #Piantedosi #editorialcartoon

Marilena Nardi



Le regole non sono cambiate, valuteremo gli eccessi' #Piantedosi #PiantedosiDimettiti #manganelli #PisaResiste

Durando



Educazione civica

Mauro Biani




by Altan

Boscarol 






by Lamberto Tomassini /Tomas



Basta manganello! 
Mario Natangelo

#mattarella #pisa #firenze #polizia #manganelli #trieste #vignetta #fumetto #memeitaliani #umorismo #satira #humor #natangelo
IL MANGANELLUM
Duro richiamo del Presidente della Repubblica al Ministro degli Interni per la repressione violenta degli studenti a Pisa.
Dice :"le manganellate contro i giovani esprimono un fallimento".
Per la verità tanto belle non sono neanche quelle contro gli adulti.
#Mattarella #PIANTEDOSI #Manganellate #giovani
Gianfranco Uber



I fatti:

La polizia ha preso a manganellate i cortei studenteschi pro Palestina a Pisa e a Firenze: 5mila scendono in piazza per manifestare contro la violenza degli agenti. Almeno 14 i feriti nelle due città. Duro il commento del presidente Mattarella

Sono le immagini in questo caso a restituire quanto accaduto più di qualsiasi resoconto scritto o dichiarazione di condanna. A Pisa e a Firenze il copione è simile, gli studenti sfilano in corteo a sostegno della Palestina, chiedono il cessate il fuoco. Stesso è anche l'esito: la polizia carica e manganella i giovani inermi.

A Pisa il bilancio è di 13 studenti feriti, di cui dieci minorenni, riporta il Tirreno. Mentre una ragazza che manifestava nel capoluogo toscano colpita da un manganello ha riportato la frattura del naso e un profondo taglio sotto all'occhio.


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Mattarella sente il ministro Piantedosi: tutelare la libertà di manifestare il proprio pensiero

“Il Presidente della Repubblica ha fatto presente al Ministro dell’Interno, trovandone condivisione, che l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni. Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento.”

 Roma, 24/02/2024 (II mandato) 



mercoledì 14 febbraio 2024

Liberiamo Ilaria Salis

 

By Gianluca Costantini


LIBERIAMO ILARIA SALIS
Gianluca Costantini


Benvenuta in Ungheria
Fogliazza





#Europa #Ungheria #Italia #governo #dirittiumani 
#IlariaSalis deve tornare in Italia.
Mauro Biani





don't look back in Hungary, I heard you say

#IlariaSalis
Fabio Magnasciutti




IL BLOG DI UBER: E LA CHIAMANO EUROPA ... https://gianfrancouberblog.blogspot.com/2024/01/e-la-chiamano-europa.html?spref=tw #ILARIASALIS #orban #GIUSTIZIA #Europa




Sotto chiave
Gio
www.caricaturegio.altervista.it



Gianni Allegra



Ellekappa




Giannelli




di Mario Natangelo




by Altan



Ilaria Salis in catene e guinzaglio…
 🔴 Vauro 
#30gennaio #IlariaSalis #Lollobrigida



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“LIBERIAMO ILARIA”

Nasce il Comitato Ilaria Salis, costituito da parenti e amici dell’attivista milanese ingiustamente incarcerata a Budapest

Mercoledì 10 gennaio conferenza stampa al Senato


Nasce il comitato Ilaria Salis, la trentanovenne maestra elementare milanese ingiustamente incarcerata a Budapest dallo scorso febbraio. Ilaria Salis è da quasi un anno in un carcere di massima sicurezza a Budapest, in Ungheria, perché accusata di aver aggredito due militanti neonazisti in occasione del cosiddetto “giorno dell’onore”.

L’obiettivo del Comitato, costituito da un gruppo di parenti e amici della Salis, è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle attuali condizioni di Ilaria e di riportarla a casa nel più breve tempo possibile.


La donna dichiara la sua innocenza e di aver solo manifestato contro una commemorazione proibita dal governo ungherese che ogni anno riunisce centinaia di sostenitori di Hitler. Ilaria in una lettera spedita a ottobre racconta di essere detenuta in condizione disumane. In occasione delle udienze viene tenuta al guinzaglio da un poliziotto e trascinata con mani e piedi legati da una catena. Le condizioni igieniche poi sono inaccettabili: Ilaria per più di un mese dopo l’arresto ha dovuto indossare gli stessi vestiti e la stessa biancheria. Non le è stato nemmeno permesso di assumere i farmaci per l’allergia scatenata dalle cimici presenti nella cella.


La Salis rischia sedici anni di carcere a fronte dell’accusa di aver fatto parte di un gruppo di sconosciuti che lo scorso 11 febbraio ha provocato a due uomini lesioni guarite in cinque-otto giorni. Una sproporzione inaccettabile. Ilaria fra l’altro non fa parte di Hammerbande, il gruppo tedesco che promuove assalti contro i fascisti. Per ben quattro volte i legali della Salis hanno presentato domanda per la concessione degli arresti domiciliari in Italia, sempre respinta per “rischio di fuga”.


Il padre di Ilaria, Roberto, ha scritto due volte alla premier Giorgia Meloni, al Guardasigilli, al Ministro degli Esteri, ai presidenti di Senato e Camera per richiedere un intervento dello Stato italiano ma non ha mai avuto risposta. Il Comitato ha già ricevuto il sostegno della Senatrice Ilaria Cucchi, che ha preparato una interrogazione in merito e che prenderà parte alla conferenza stampa del 10 gennaio presso il Senato. Altri parlamentari sono intervenuti con interrogazioni e comunicati.


L’illustrazione è a cura di Gianluca Costantini

Portavoce del Comitato Gianluca Tizi: +39-327-3754558


lunedì 5 febbraio 2024

Il caso Sgarbi

 

Quadro critico

https://www.open.online/2024/01/05/vittorio-sgarbi-quadro-rubato-foto-alta-risoluzione/

Franco Portinari /Portos 


02/02/2024 : Vittorio Sgarbi si è dimesso da sottosegretario alla Cultura. Lo ha comunicato lui stesso a margine dell'evento "La Ripartenza" a Milano: “Mi dimetto con effetto immediato da sottosegretario del governo. E lo faccio per voi: adesso sono solo Sgarbi, non più sottosegretario. Lo comunicherò nelle prossime ore alla Meloni”.

Sullo sfondo la vicenda giudiziaria, con l’inchiesta in mano alla procura di Macerata legata al quadro di Rutilio Manetti e gli insulti al giornalista Manuele Bonaccorsi di Report. 

“L'Antitrust ha mandato una molto complessa e confusa lettera dicendo che aveva accolto due lettere anonime, che ha inviato all'Antitrust il ministro della Cultura, in cui c'era scritto che io non posso fare una conferenza da Porro”, ha detto Sgarbi.

A pesare su Sgarbi la reazione alle inchieste del giornalista di Report. “Non mi devo scusare con nessuno, ho espresso le mie imprecazioni come fa chiunque”, ha detto a margine dell'evento.


04/02 /2024: Vittorio Sgarbi: "Non sono ancora un ex sottosegretario. Le dimissioni le ho solo annunciate ma le devo ancora negoziare con il governo. In questo momento sono ancora sottosegretario alla Cultura, sia pure con annuncio di dimissioni. La mia agonia sarà lunga"




29 01/204: Sgarbi, urla e insulti al giornalista di Report: «Se muore in un incidente stradale sono contento»

e minaccia di togliersi i pantaloni.




https://video.corriere.it/cronaca/sgarbi-urla-insulti-giornalista-report-se-muore-un-incidente-stradale-sono-contento/bfa28ed4-bea9-11ee-8159-e88a7ef5abf7

Franco Portinari /Portos 




Riccardo Mannelli


Ellekappa



Capra 

Fulvio Fontana



Giannelli



#sgarbi #arte #carabinieri
Scesio


#quadro #RutilioManetti #Sgarbi
La cattura di S. Pietro con candela.
Mauro Biani


L'esperto Sgarbi
Dimissioni a sorpresa di Sgarbi da sottosegretario alla cultura che probabilmente anticipa un suo siluramento da parte del Ministro Sangiuliano. 
Più che la già penosa vicenda del quadro di Rutilio Manetti  (che già per me erano sufficiente pure se in attesa di giudizio) sembra abbia contato l'accusa di  indebiti guadagni, per incompatibilità della sua attività di critico d'arte contemporanea all'incarico governativo, rivoltagli dall'Antitrust sembra sollecitata con due lettere anonime.
Gianfranco Uber

Sgarbi molla
Natangelo



Sgarbiolik
Niko Comix



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Approfondimenti:

ADESSO VUOLE “TRATTARE” LE DIMISSIONI

Ha dichiarato venerdì di volersi dimettere da sottosegretario, dicendo peste e corna del suo ministro, Gennaro Sangiuliano. Ma intanto manda una lettera a Giorgia Meloni sollecitando un’indagine sui conflitti di interesse che minano l’attività di altri membri del governo di centrodestra, annuncia di voler “trattare” il suo addio e fa ricorso al Tar sulle decisioni dell’Antitrust. Mai uno che se ne vada e basta. Ad ogni buon conto, ecco l’infinita serie d’incarichi (18 in tutto quelli ufficiali) ricoperti nel recente passato da Vittorio Sgarbi:

sottosegretario di Stato alla Cultura; 

assessore al Comune di Viterbo;

sindaco di Sutri; 

sindaco di Arpino; 

prosindaco di Urbino; 

commissario generale alle Belle arti e ai musei di Codogno; 

responsabile nazionale per la valorizzazione dei beni culturali, storici e artistici di Anci;

presidente del Mart di Trento e Rovereto; 

presidente della Fondazione Gypsoteca e Museo Canova di Possagno; 

presidente della Fondazione Ferrara Arte; 

presidente del consiglio di amministrazione del Museo dell’Alto Garda; 

presidente del Parco della antichissima città di Sutri; 

membro del Comitato scientifico della Galleria Nazionale di Urbino; 

membro del Comitato scientifico del Museo Galileo di Firenze; 

membro del Comitato scientifico delle Gallerie dell’Accademia di Venezia; 

direttore artistico della Fondazione Pallavicino di Genova; 

direttore artistico della Fondazione Pio Alferano e Virginia Ippolito; 

presidente di Rinascimento Associazione Culturale.


“Vorrei annunciare qua le mie dimissioni da sottosegretario di Stato alla Cultura”. Vittorio Sgarbi sceglie di ufficializzare il passo indietro tanto atteso nel corso dell’evento “La Ripartenza”, organizzato a Milano dal conduttore tv Nicola Porro. Negli ultimi mesi il critico d’arte è stato coinvolto in una serie di scandali di risonanza mondiale, svelati dalle inchieste del Fatto e di Report (qui tutte le tappe), sui suoi cachet d’oro ricevuti durante l’incarico di governo e, soprattutto, sul presunto riciclaggio di un quadro del Seicento rubato. Nei suoi confronti, inoltre, pendeva alla Camera una mozione di revoca sottoscritta da M5s, Pd e Alleanza Verdi e Sinistra, che si sarebbe dovuta votare il prossimo 15 febbraio. “Io sono solo Vittorio Sgarbi, non sono più sottosegretario, non voglio essere sottosegretario”, ha detto, annunciando di voler scrivere una lettera alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per informarla del passo indietro.

Dal caso-conferenze allo scandalo del quadro – Il primo scoop pubblicato dal nostro giornale, lo scorso 24 ottobre, aveva raccontato l’attività parallela del critico d’arte, che ha fatturato almeno trecentomila euro partecipando a eventi privati a pagamento (almeno 33 in nove mesi) durante il mandato di governo, nonostante la legge Frattini del 2005 impedisca ai membri dell’esecutivo di svolgere “attività professionali in materie connesse alla carica”, persino a titolo gratuito. Quello scandalo era stato poi oscurato dalle successive notizie sulla “Cattura di San Pietro” di Rutilio Manetti, dipinto trafugato nel 2013 dal castello di Buriasco, in Piemonte, e riapparso nel 2021 (con una piccola modifica) come “inedito” in una mostra del critico a Lucca (lui sostiene di averlo trovato per caso nel sottotetto di una sua villa). Sulla vicenda – raccontata dal nostro Thomas Mackinson e da Manuele Bonaccorsi di Report, e ripresa persino dal New York Times – la Procura di Macerata indaga Sgarbi per furto di beni culturali. A Imperia, invece, su di lui c’è un fascicolo aperto per l’esportazione illecita del “Concerto con bevitore“, un altro dipinto seicentesco, di Valentin de Boulogne. Vale milioni, ma l’autista di Sgarbi è accusato di averlo comprato in nero per diecimila euro.

L’attacco a Sangiuliano: “Senza dignità” – Nel frattempo però, all’indomani dell’articolo del Fatto, sul caso degli incarichi retribuiti era stata aperta un’istruttoria da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato. Anche se il termine per la fine dell’indagine è fissato al 15 febbraio, il procedimento è probabilmente già stato chiuso e nei primi giorni della prossima settimana, forse lunedì stesso, saranno comunicate le conclusioni. A quanto pare però a Sgarbi è già stato comunicato l’esito negativo, che lo ha convinto a mollare finalmente la poltrona. “L’Antitrust mi ha mandato una molto complessa e confusa lettera dicendo che aveva accolto due lettere anonime, che ha inviato all’Antitrust il ministro della Cultura, in cui c’era scritto che io non posso fare una conferenza da Porro e non posso parlare di Michelangelo a teatro. Questa conferenza, secondo quello che l’Antitrust mi ha inviato, sarebbe incompatibile”, ha detto dal palco dell’evento di Milano. Il procedimento Antitrust infatti era stato aperto su segnalazione del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. Contro cui ora Sgarbi si scaglia: “Non ci parliamo dal 23 ottobre. Non potevo sentire una persona che riceve una lettera anonima e la manda all’Antitrust. Le lettere anonime si buttano via, gli uomini che hanno dignità non accolgono lettere anonime“, attacca, riferendosi alle segnalazioni che hanno svelato la sua attività illegittima di conferenziere.

Il post su Facebook: “Io perseguitato” – Nel tardo pomeriggio, poi, il sottosegretario dettaglia meglio il suo pensiero con un post su Facebook, in cui si dipinge come vittima di “una persecuzione mediatica evidente, con ricostruzioni inesistenti su questa supposta incompatibilità”. Il Fatto, attacca Sgarbi, “ha scritto contro di me circa 65 articoli”, mentre Report ha proposto “ricostruzioni inverosimili su dipinti acquistati, come se uno fosse colpevole di acquistare dipinti. Su questo c’è stata un’azione precisa per portarmi alle dimissioni”, sostiene. “Non avrei ceduto alla richiesta di dimissioni sulla base di insinuazioni o di pettegolezzi con lettere anonime che il ministro manda all’Antitrust. Ho detto che mi sarei dimesso, e lo faccio, quando l’organo preposto avesse riconosciuto l’incompatibilità“, precisa. “La procedura che avrei usato io è: uno riceve una lettera anonima, chiami la persona che lavora con te e gli chiedi cosa c’è di vero. Nel senso che le lettere anonime criminalizzano atti come le mie conferenze. Uomini con dignità non accolgono lettere anonime. Ringrazio il governo e in particolare la Meloni di non avermi chiesto niente, neanche queste dimissioni, e di avere detto di aspettare l’indicazione dell’Antitrust. L’indicazione è arrivata, si può impugnare, ma è arrivata. A questo punto mi tolgo di scena. Ringrazio Meloni e i colleghi di governo, perché non hanno chiesto un’anticipazione. Fino a oggi Meloni è sempre stata garantista. In questo momento non le chiedo niente, le invierò la lettera questa sera”.

Le “scuse” per la sfuriata ai cronisti – Il critico stesso ha definito le proprie dimissioni “un colpo di teatro“: “Sono due ore che medito se farlo o se non farlo”, ha detto a Porro. “La legge consente che io, attraverso il Tar (impugnando il provvedimento dell’Antitrust, ndr) indichi che non può essere in conflitto di interessi chi non ha un lavoro, chi è in pensione come professore e come sovrintendente. Io ho fatto occasionalmente – le occasioni possono anche essere quotidiane – conferenze come questa. Questa conferenza, secondo quello che l’Antitrust mi ha inviato, sarebbe incompatibile, illecita, fuorilegge. Quindi, per evitare che tutti voi siate complici di un reato, io parlo da questo momento libero del mio mandato di sottosegretario. Avete comunque un ministro, altri sottosegretari. Io riparto e da ora in avanti potrò andare in tv e fare conferenze”. Sgarbi si è anche “scusato” per aver augurato la morte ai cronisti nel servizio trasmesso durante l’ultima puntata di Report: “Io sono noto per le mie imprecazioni, ma non ho nessuna volontà di crudeltà e di morte per nessuno”, si giustifica. Ribadendo che però si è trattato di una “intervista non autorizzata, non voluta. A un certo punto, non essendo un’intervista, io ho fatto imprecazioni, che sono sembrate anche a qualche giornalista offensive. Io ritiro il mio augurio di morte, mi scuso di averlo pensato e non sono più neanche in sottosegretario. D’ora in avanti augurerò la morte senza essere responsabile di essere sottosegretario“, afferma.

Fonte Il Fatto quotidiano